Amarcord
Spesso durante una giornata uggiosa, quando ci si trova in uffico davanti ad uno schermo di un computer obsoleto e ci si sente pressati dalle aspettative della vita lavorativa, la nostra mente vola indietro nel tempo. I ricordi salgono alla superficie e in un attimo torniamo ad essere bambini, lontano dagli obblighi della vita adulta, completamente immersi in quel periodo mitico e idealizzato che è l’infanzia. In quesi momenti di amarcord ci si rende conto di come sia cambiata la nostra vita e di come sia cambiato il mondo in questi pochi anni, cosa sono 25/30 primavere se comparate con l’età del nostro pianeta?Nulla…ma noi non possiamo dire la stessa cosa.
Quando sono nato, il muro di Berlino non era ancora caduto, ci si spostava con la Fiat Panda e quando andavo in vacanza e dovevo chiamare quacuno, uscivo di casa per raggiungere una cabina telefonica. La playstation non esisteva ancora e nonostante esistessero i primi giochi elettronici, antenati dei sofisticatissimi videogames attuali, ci divertivamo con “L’allegro chirurgo”, “Indovina chi?” o “Sapientino”. Quando tornavamo da scuola, accendevamo la televisione e ci sintonizzavamo su Bim Bum Bam o Solletico e quando facevamo merenda mangiavamo l’immancabile brioche del Mulino Bianco e bevevamo il succo di frutta dal mini-tetrapack.
Alle volte quando ripenso al mitico telefono a rotella della Telecom o al gettone telefonico, un oggetto che le generazioni future non conosceranno mai, ho come l’impressione di vivere in un paese diverso, troppo diverso da quell’Italia “da cartolina” che sopravvive nella mia testa. Ma i ricordi giocano brutti scherzi e i nostri flashback sono spesso una versione edulcorata della realtà, ma in fondo non c’è nulla di male, è un modo per sentirci meglio con noi stessi ma adesso è tardi. Devo tornare al lavoro.
Esplorando il corpo umano, un esempio di TV intelligente
Tutte le persone che sono nate nella seconda metà degli anni ottanta, ma non solo, ricorderanno certamente un cartone animato di culto come “Siamo fatti così“, bellissimo esempio di televisione che sapeva divertire ed allo stesso tempo insegnare. I personaggi fuoriusciti dalla penna di Albert Barillé, autore televisivo e fumettista francese, oltre a rispecchiare fedelmente i principi della triade reithiana riscossero un enorme successo di pubblico. La prima serie di “Esplorando il corpo umano”, altro nome con cui è conosciuto il cartone, venne trasmessa per la prima volta in italiano dall’emittente svizzera del Canton Ticino e solo in un secondo momento Mediaset acquistò i diritti per la trasmissione su Italia 1.
I protagonisti di questo cartoon erano tutti quei componenti microscopici che contribuiscono al nostro benessere fisico e fanno si che il nostro corpo continui a funzionare nella miglior maniera possibile. Grazie a queste piccoli organismi antropomorfi abbiamo appreso come funziona una cellula o come si cicatrizza una ferita.
Mentre una voce narrante accompagna le quotidiane vicende di tutto quel piccolo ma fondamentale microcosmo che popola le nostre viscere, il personaggio principale, il vecchio saggio che conosce tutti i segreti di questa macchina perfetta che è il corpo umano è il Mastro. Egli è il capo, la persona che muove i fili e governa ponderatamente tutte le “operazioni” che si svolgono all’interno dell’organismo. Gli altri personaggi ricorrenti sono i globuli rossi, le vitamine, i linfociti, i globuli bianchi…ognuno con una propria personalità ed un proprio tratto distintivo. E come in ogni storia che si rispetti non potevano mancare i “cattivi” in questo caso personificati da Nabot e Tignoso, l’uno smilzo e l’altro corpulento, che rappresentano virus e batteri.
Esplorando il corpo umano si può definire come la sintesi del pensiero di Barillé tanto che una volta disse: “Fate in modo che i nostri bambini vogliano sapere, suscitate la loro curiosità [...] trattateli come persone con la loro propria ragione, che capiscono molto di più di quanto gli adulti vorrebbero farci credere. Essi saranno più forti per questo e ti saranno riconoscenti”. Il fumettista francese è morto nel 2009 ma il suo pensiero rimane sempre attuale.
Un asino in campagna elettorale
Nell’antichità Caligola nominò senatore il proprio cavallo e oggi la storia si ripete, non più nell’Impero Romano bensì a Varna, terza città della Bulgaria dopo la capitale Sofia e Filippopoli e il posto del nobile cavallo è sostituito dal più “plebeo” asino.
Secondo le intenzioni del partito “Nuova Bulgaria” l’animale da soma sarebbe un candidato ideale dato che è un ottimo lavoratore in grado di sopportare grandi sforzi e dal carattere forte e risoluto. Inoltre, non ruba e non mente a differenza di molti politicanti di professione.
Non l’avrà certo presa bene il canditato sindaco uscente a cui è stato proposto più volte un confronto di opinioni con lo sfidante a quattro zampe.
Origine dell’espressione OK
La parola OK viene usata comunemente in Italia, ma forse non tutti sanno che questo brevissimo vocabolo nasconde una storia lunghissima, forse millenaria. Quello che è certo è che questa espressione venne introdotta dalle truppe anglo-americane durante la Seconda Guerra Mondiale, ma la sua origine probabilmente risale all’unica guerra combattuta nel territorio Statunitense: la Guerra di secessione. Sono in molti quelli che sostengono che, dopo una battaglia priva di perdite, i militari erano soliti scrivere su una lavagna “0 killed”, formula successivamente abbreviata in OK. Sebbene questa sia la “versione ufficiale”, la genesi di questa parola (o forse sarebbe meglio dire acronimo) rimane avvolta nel mistero.
Alcuni studiosi ritengono che questo piccolo vocabolo derivi dal tedesco e anche questa volta gli Stati Uniti hanno qualcosa a che vedere.
John Augustus Roebling era un ingegnere e fabbricante d’acciaio originario di Mühlhausen, una tranquilla cittadina della Turingia. Roebling, all’età di 25 anni lasciò l’Europa centrale per trasferirsi in America e li divenne famoso per la progettazione di ponti sospesi; a lui si deve il progetto del Ponte di Brooklyn ad esempio. Nonostante vivesse oltre oceano da molti anni, John non padroneggiava a fondo la lingua inglese, per questo motivo quando firmava un progetto, dopo averlo consultato con i suoi collaboratori, soleva scrivere in tedesco A.K. un acronimo che stava a significare “Alles Klar”, in tedesco “Tutto corretto”. Dato che gli operai americani pronunciavano il vocabolo con “O” e non con “A”, l’ingegnere finì per apporre O.K.
A reclamare come Europea l’origine della parola si aggiungono inoltre i greci che sostengono che l’espressione derivi da Όλα Καλά (Ola Kala) un modo di dire che indica che va tutto bene. Nei paesi dell’ex Unione Sovietica invece si pensa che la genesi del vocabolo sia da ricercare nell’espressione “очень хорошо” (che si pronuncia “ochenʹ korosho”), locuzione gridata dagli scaricatori di porto di Odessa ai passeggeri delle navi per indicare che tutto il carico era stato stivato correttamente. Le iniziali dell’espressione avrebbero dato vita alla parola OK che successivamente, via mare, sarebbe diventata famosa in tutto il mondo.
Le teorie che ruotano attorno a questa popolarissima espressione si sprecano, c’è chi sostiene che derivi dal francese, chi dall’idioma dei pellirosse, altri ancora credono che provenga dall’occitano. Quello che è certo è che apparve per la prima volta in un quotidiano nel 1839, precisamente nel Boston Morning Post, e non mi sorprende il fatto che una palabra dal passato così confuso e probabilmente eterogeno sia stata adottata dal paese più cosmopolita al mondo.
Il mondo dall’alto: Google Earth
Da quando Google Earth è entrato stabilmente a far parte della nostra quotidianità, questo software è stato usato per mille disparati motivi: per vedere la propria casa, la località dove si era soliti andare in vacanza, mete esotiche leggermente fuori budget…grazie a Google Earth possiamo viaggiare in tutto il mondo senza uscire di casa e scoprire molte immagini insolite e bizarre.
Ad esempio in Cile, e precisamente nel Deserto di Atacama, la zona più arida del pianeta, si trova il logo della Coca Cola più grande del mondo. Il simbolo, che misura 50 metri in altezza e 120 in larghezza, è composto da ben 70.000 bottiglie di Coca Cola ed è visibile con Google Earth nelle coordinate : 18°31’43.30″S 70°15’1.05″W.
Questo enorme marchio venne creato nel 1986 per celebrare il primo secolo di attività della nota bevanda di Atlanta.
Ma il logotipo della multinazionale americana non è il solo.
Anche il famoso motore di ricerca Firefox ha ricreato il proprio logo in un campo di avena nei pressi di Amity, Oregon.
L’intenzione era quella di imitare i cerchi nel grano, che da anni dividono l’opinione pubblica tra chi li ritiene opera degli extraterrestri e chi invece pensa che si tratti semplicemente di umanissimi scherzi. Il “crop circle” è stato creato principalmente da studenti e in questo sito internet http://firefoxcropcircle.com/circle/ vengono spiegati tutti i passaggi dall’ideazione al lavoro compiuto.
Il marchio della volpe di internet è visibile su Google Earth alle coordinate: 45° 7’24.08″N 123° 6’49.26″W
Anche un colosso dei fast food come Kentucky Fried Chicken
non poteva essere da meno, la multinazionale americana nel novembre del 2006 ultimò la costruzione del primo logotipo di una marca visibile dallo spazio. Il gigantesco marchio rappresentante il colonnello Sanders si trovava nel Deserto del Nevada, precisamente nella sonnacchiosa cittadina di Rachel, piccolo paesino prossimo all’Area 51 e discretamente famoso per gli avvistamenti di UFO. La costruzione di questo enorme “cartellone pubblicitario” occupò più di 50 persone tra designer, architetti e ingegneri. L’obiettivo di questa azione pubblicitaria era quello di promuovere un cambio di immagine della catena di ristoranti KFC che portò al rinnovamento di circa 14.000 locali della compagnia in più di 80 paesi.
Per concludere in bellezza, cosa ne pensate di questo hotel a forma di coccodrillo? 
L’enorme complesso turistico si chiama Gagudju Crocodile Holiday Inn e si trova in Australia, all’interno del Parco Nazionale Kakadu. Questo mastodontico albergo dispone di 110 stanze, piscina olimpionica, campi da tennis, un campo da golf ed addirittura una galleria d’arte.
Il Gagudju Crocodile Holiday Inn è visibile dal satellite alle coordinate: 2°40’13.83″S 132°49’56.66″E
Ian Somerhalder parla al congresso
Coloro le quali sono andate oltre il ruolo che Ian Somerhalder interpreta in The Vampire Diaries, conoscono sicuramente l’impegno dell’affascinante attore in ambito ecologico.
Ian (32) ha creato infatti una fondazione per la tutela e protezione di questo nostro pianeta ormai devastato, e sempre in virtù di questa devozione alla causa Ian ha testimoniato lo scorso 28 luglio davanti al Congresso per salvare una particolare specie di tartarughe in via d’estinzione.
“Guardandoci intorno nel mondo naturale, è evidente che gli esseri umani hanno beneficiato della natura in tanti mondi, ma hanno anche portato molte specie sull’orlo dell’estinzione”.
E’ fantastico vedere un personaggio dello showbiz che si mette davvero in campo per ciò in cui crede, mettendoci non solo la faccia, ma anche l’azione in prima persona!
I tarocchi
Predire il futuro è sempre stato oggetto del desiderio di molti e infiniti sono gli strumenti che sono stati inventati a tale scopo, anche se nessuno può vantare il successo delle “carte rivelatrici” meglio conosciute come Tarocchi.
Indifferente al passo dei secoli l’arte della cartomanzia, e nello specifico l’arte della lettura dei Tarocchi, é cambiata ben poco con il trascorrere del tempo. I mazzi sono composti di 78 carte divise in due gruppi: 22 trionfi dell’Arcana Maggiore e 56 carte dell’Arcana Minore. I trionfi si considerano le carte più dense di significato che con l’aiuto degli arcani minori aiutano a svelare i dettagli di ogni singola predizione.
Per svelare i segreti celati dalle carte, è necessario sapere come leggerle, conoscere il profondo significato di cadauna di loro e ovviamente essere un mago! Ciascuna delle carte dell’Arcana maggiore possiede un significato e valore ben preciso che bisogna saper interpretare in funzione delle carte dell’arcana minore che la circondano ed secondo l’ordine in cui appaiono disposte. Sono solitamente tre gli schemi più in uso per la disposizione dei tarocchi: il cerchio, il rettangolo e la stella a sei punte formata da due triangoli sovrapposti.
L’uso dei tarocchi non si limitava a semplici consulte “amorose” : venivano impiegati per predire quali sementi sarebbe stato più adeguato piantare, conoscere i movimenti d’interi eserciti e prevenire possibili catastrofi naturali.
Da sempre giovani e vecchi, famosi e politici subiscono il fascino di queste carte che con la loro semplicità e saggezza popolare sembrano contenere tutte le chiavi del sapere: a disposizione di tutti ma pronte a parlare davvero solo ai pochi che sanno interpretarle correttamente.
Le pietre e i segni zodiacali
Da sempre la tradizione popolare associa ai segni zodiacali ogni genere d’oggetto, elemento ed animale. Non poteva essere diversamente per le pietre preziose. Ad ogni pietra è associato non solo un Pianeta, come per esempio Giove allo zaffiro, ma anche un mese.
Dicembre è il mese dello zircone, Luglio quello del rubino, Maggio è rappresentato dallo smeraldo e via dicendo. È particolarmente interessante l’associazione di varie pietre preziose con i segni zodiacali o i mesi dell’anno.
All’irruento ed impetuoso Ariete si associa la giada rossa e la corniola indiana; il quarzo rosa è la pietra del sensibile Toro; l’occhio di tigre, pietra rara, è la compagna dei Gemelli mentre il crisoprasio,con il suo colore verde brillante ben si adatta all’artistico Cancro.
Il Leone riflette il suo orgoglio nel cristallo di rocca, la Vergine, timida e schiva, si riconosce nella pallida agata gialla o nel modesto citrino. Il quarzo affumicato è la pietra della vanitosa e raffinata Bilancia, la corniola con il suo rosso intenso è invece l’ideale effige dell’appassionato Scorpione.
Il Sagittario amante della libertà sceglie l’azzurro del quarzo blu mentre il Capricorno testardo e solitario ben si accompagna con la luce scura e profonda dell’onice.
Ed infine l’occhio di falco è la pietra più adatta al rivoluzionario Sagittario mentre il dolce segno dei Pesci sceglie di nuotare nel mare rosato dell’ametista.





