Adele fa incetta di Grammy
Il materiale per i giornali di gossip non scarseggierà di sicuro dopo questo San Valentino, Adele non solo ha trionfato ai Grammy ma ha anche annunciato il suo ritiro dalla scena pubblica per ben 5 anni. La cantante londinese è considerata una dei maggioriesponenti del nuovo soul bianco assieme a talenti del calibro di Amy Winehouse e Joss Stone e nell’ultimo periodo è diventata molto famosa grazie a canzoni di grande successo internazionale come Rolling in the deep e Someone like you.
Adele ha motivato la sua decisione dicendo che in questo ultimo periodo di lavoro ha trascurato eccessivamente la sua vita personale dedicando poco tempo al suo compagno Simon Konecki. In questa lunga pausa di riflessione, la cantante britannica spera di mettere su famiglia, sposarsi e avere dei bambini, coltivare un piccolo orto e soprattutto, godersi i frutti del suo successo.
Il talento di Adele è inconfutabile, nell’ultima edizione dei Grammy ha vinto in ogni categoria nella quale era stata nominata portandosi a casa il premio alla miglior registrazione (Rolling In The Deep) , la canzone migliore (Rolling In The Deep), il miglior disco (21), la miglior performance pop (Someone Like You), il miglior album pop (sempre 21) e miglior videoclip breve (Rolling In The Deep).
Solo Beyoncé prima di lei era riuscita a vincere così tanti trofei. Ai fan non resta che sperare in un ripensamento ma per adesso sembra che non ce ne siano. Speriamo che la musica non perda un interprete così brava e capace.
Venti di cambiamento negli USA

Il 24 giugno 2011 segna una svolta epocale nella Grande mela, dopo anni di rivendicazioni della comunità LGBT il Senato dello stato di New York approva la legge che permette matrimoni tra persone dello stesso sesso. La storica firma al documento si deve a Andrew Cuomo, governatore democratico di origini italiane, come suggerisce il cognome.
Lo stato di New York non è il primo a ratificare i matrimoni gay negli States, i precursori furono Iowa, New Hampshire, Massachusettes e Vermont ma la ripercussione mediatica e numerica della città che non dorme mai non può lasciare indifferenti. Si tratta infatti dello stato più popoloso tra i cinque, la capitale economica degli USA e il cuore pulsante del mondo artistico e culturale americano.
L’approvazione della legge si instaurerebbe in una cornice generale di cambiamento, secondo La repubblica infatti, il 53% degli Americani sarebbero favorevoli a legalizzare le nozze omosessuali. Una ulteriore conferma potrebbe essere trovata nel “si” trasversale: 4 dei 33 votanti a favore erano senatori del partito repubblicano.
La notizia, come era logico aspettarsi, è stata accolta in maniere totalmente distinte: nel Greenwich Village si è festeggiato con musica e dimostrazioni d’affetto spontane mentre nel centro di Manhattan manifestavano i cittadini contrari alla decisione del governatore. D’altra parte la Chiesa ha ancora un peso fondamentale a New York specialmente all’interno della comunità italiana, irlandese e polacca.
Questa è solo una delle “notizie gay” che recentemente hanno visto gli Stati Uniti come protagonista, il 20 settembre 2011 è stata abolita la controversa “Don’t ask, don’t tell”, la regola che vigeva nell’esercito statunitense e che limitava l’ingresso nelle forze armate di persone apertamente omosessuali o bisessuali.
Il Nido d’uccello si ricopre di bianco
Le Olimpiadi di Pechino hanno regalato alla capitale cinese un bellissimo stadio:
il cosiddetto “Nido d’uccello” così chiamato per la sua particolare forma che lo fa assomigliare molto al rifugio di una famiglia di volatili.
L’enorme impianto sportivo è stato progettato dallo studio di architetti Herzog&De Meuron, gli stessi che hanno firmato l’Allianz Arena, lo stadio che ogni settimana ospita le partite casalinghe di Bayer Munich e TSV 1860 München.
Come è semplice immaginare, la struttura non è stata costruita per ospitare solamente partite di calcio, si tratta di un complesso multifunzionale. I progettisti non hanno esitato a definirlo una specie di cavallo di Troia; un luogo pubblico di facile accesso in grado di semplificare l’unione e l’aggruppamento di più persone.
In questi giorni lo Stadio nazionale di Pechino è stato trasformato in una gigantesca pista da sci; grazie alla neve artificiale molti pechinesi si possono cimentare negli sport invernali. Com’è possibile vedere dalla foto, anche all’esterno dello stadio è stata sparata la neve artificiale; a Pechino l’inverno è rigido ma nonostante questo non è comune vedere la capitale cinese ricoperta da un manto bianco. Quello che è certo è che i bambini avranno sicuramente apprezzato l’iniziativa.
Lo sceicco Al-Waleed compra una quota di Twitter
Lo sceicco saudita ha deciso di investire 300 milioni di euro nel famoso sito di micro-blogging. Twitter è diventato in poco tempo una realtà impossibile da trascurare per il mondo dell’informazione e della comunicazione in generale. Inoltre, sebbene al momento sia poco sfruttato, è una piattaforma pubblicitaria che in futuro potrebbe diventare estremamente redditizia.
Per questo motivo, il principe Al-Walid bin Talal ha deciso di investire parte della sua straordinaria fortuna in questo social network che ha sperimentato un boom di utenti incredibile nel mondo arabo nonostante le censure applicate a internet in molti dei paesi islamici. Il fattore scatenante è stato senza ombra di dubbio lo scatenarsi delle proteste e delle rivoluzioni che hanno infiammato il nord Africa e il medio-oriente; grazie a Twitter tutti possono diventare cronisti, basta un computer o uno smartphone connesso alla rete. Normali cittadini di Egitto, Tunisia, Libia e Siria, solo per citare alcuni esempi, hanno potuto documentare in prima persona ed in tempo reale cosa realmente accadeva nei loro paesi.
Lo sceicco saudita è un personaggio controverso in patria, le sue due televisioni saudite, Rotana Tv e Al-Ibrahim sono considerate poco rispettose dell’ideologia wahhabita tradizionale. Al-Walid è poco interessato alla politica e nel corso degli anni ha dimostrato di saperci fare con gli affari. La gioventù trascorsa nei campus californiani gli ha fatto conoscere alcune realtà impreditoriali del mondo della comunicazione e da allora ha sempre investito parte della sua ingente fortuna, stimata attorno a 20 miliardi di dollari, in questo tipo di imprese.
L’holding di sua proprietà, la Kingdom Holding Company, possiede quote di mercato di importanti aziende occidentali come la News Corporation di Rupert Murdoch, Apple, Aol e anche l’italiana Fininvest. Sembrerebbe proprio che il principe arabo non conosca crisi.
Il 2011 in 10 notizie
Senza ombra di dubbio, l’anno che si appresta a concludersi è stato uno dei più movimentati, violenti e significativi degli ultimi anni. L’anno dell’acuirsi della crisi e dei movimenti di protesta, l’anno delle rivoluzioni e delle destituzioni, l’anno in cui ha tremato l’Unione Europea e il sistema monetario del vecchio continente. Quali sono state le notizie più chiaccherate e commentate su Facebook? Il social network per eccellenza ha infatti presentato un reportage con i dieci avvenimenti più popolari in questi ultimi 12 mesi.
In prima posizione non poteva non esserci la morte dell’arcinemico degli States: Osama Bin Laden, lo sceicco afgano ritenuto il mandante degli attentati terroristici dell’undici settembre. La sua uccisione e la sua precipitosa sepoltura hanno dato molto di cui parlare agli internauti.
In seconda posizione si trova invece la vittoria dei Green Bay Packers nel Super Bowl, giunto alla sua quarantacinquesima edizione. La finale disputata nel febbraio di quest’anno si conferma appuntamento imperdibile per milioni di yankees, anche se ultimamente il football americano sta riscuotendo un discreto successo anche nel vecchio continente.
In terza posizione invece c’è un episodio di cronaca che riguarda sempre gli Stati Uniti: l’assoluzione di Casey Anthony dall’accusa di aver ucciso sua figlia, la piccola Caylee. Nonostante sia stata riconosciuta colpevole per aver mentito alle forze dell’ordine, la madre venticinquenne è stata giudicata innocente dal tribunale di Orlando.
Appena fuori dal podio, il nome più chiaccherato è stato quello di Charlie Sheen, popolare protagonista della sit com “Due uomini e mezzo”.
Quest’anno, l’attore americano ha fatto parlare di se prima con l’ingresso in una clinica di recupero per l’abuso di alcool e droghe poi per il suo licenziamento in tronco dalla Warner Bros a seguito di alcuni commenti antisemiti contro il creatore della serie.
In quinta posizione invece, troviamo la morte del creatore del colosso informatico Apple: Steve Jobs. La scomparsa del creatore della compagnia di Cupertino ha provocato numerose reazioni e commenti tra i suoi milioni di fan che gli hanno reso omaggio nei social network e non solo.
In sesta posizione troviamo le nozze reali del principe William e Kate Middleton celebrato nell’Abbazia di Westminster nell’aprile di quest’anno; anche la posizione seguente ha come fulcro la vecchia Inghilterra, la settima posizione è occupata dalla morte di Amy Winehouse, cantante famosa per la sua splendida voce e la vita privata burrascosa e problematica.
In ottava posizione si trova invece il lancio di un videogioco: Call of Duty, Modern Warfare 3. Un tema che ha dato molto di cui parlare agli utenti della rete di Facebook.
In penultima posizione trova spazio un conflitto vero e non una simulato, una operazione militare molto discussa e combattuta a un passo da casa nostra: la guerra in Libia, inziata nel febbraio del 2011 e conclusasi nell’ottobre dello stesso anno.
A chiudere questa top ten ci pensa una catastrofe naturale, l’Uragano Irene, un ciclone tropicale formatosi nell’Atlantico che causò ingenti danni in molti paesi a cominciare dalle Piccole Antille per finire nella east coast statunitese, toccando pure New York.
Tendenze: gli italiani e internet
La recente relazione dell’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, ha messo in luce un dato scoraggiante: 4 italiani su 10 non hanno mai navigato su internet. Il campione di popolazione selezionato comprende soggetti dai 16 ai 74 anni; purtroppo si tratta di una media superiore a quella europea. Risulta evidente che il problema del digital divide in Italia non è ancora stato risolto. Alcune regioni, Lombardia in primis, spiccano in quanto a copertura di linee ADSL; con le sue 777 linee attive, Milano e dintorni si aggiudicano il primato di cablaggio nel Belpaese, seguti da Emilia-Romagna con 503 e Toscana con 495. Per altre zone d’Italia, invece, la situazione è desolante; Valle d’Aosta e Molise sono i fanalini di coda con rispettivamente 42 e 30 linee ADSL attive. Anche se si tratta di dati che devono essere analizzati con cautela, è evidente il disequilibrio tra differenti aree del paese.
Inoltre, siamo “in ritardo” anche per quanto riguarda gli acquisti su internet, la media dell’Unione Europea si attesta sul 58% mentre nello stivale solo il 27% degli utenti del web ha comprato online nell’ultimo anno.
Il figlio di Katherine Kelly Lang ha girato un porno gay!
Avete capito bene, il figlio dell’attrice che da più di 25 anni interpreta sul piccolo schermo la sempre sexy Brooke Logan è stato riconosciuto mentre recitava in un film porno gay.
Il ragazzo, appena 21enne, si chiama Jeremy Skott Snider ed ha lavorato per il sito SeanCody.com interpretando un ruolo passivo all’interno della pellicola, una volta scoperto di chi si trattava il video ha cominciato a spopolare sul web!
Tutto sommato a Jeremy non dev’essere dispiaciuto acquisire questa grande notorietà..
Infatti il ragazzo desiderava da sempre entrare nel mondo dello spettacolo e già da piccolo aveva recitato in alcune puntate della Soap della madre:
“Questo settore scorre nelle mie vene, e ho intenzione di portare avanti l’eredità. Sono un ragazzo carino con un atteggiamento positivo e professionale”.
Chissà cosa ne pensa mammà..!

