Le mascotte delle streghe
Si é scritto molto sulle streghe sui maghi e sulle loro più o meno veritiere abitudini però spesso ci si dimentica dei loro fedeli accompagnanti. Una strega che “si rispettasse” godeva sempre della compagnia di una o più mascotte.
E quali erano i fedeli complici e testimoni delle loro avventure? Perché scegliere un animale piuttosto che un altro? Ad ogni animale le tradizioni popolari associano diverse caratteristiche in funzione delle quali ogni mago o strega sceglieva il suo compagno.
Il gatto sicuramente, il più conosciuto di tutti, si considerava capace di prevedere il futuro, cambi meteorologici e si credeva che di notte aspirassero l’alito dei neonati. Nonostante le raffigurazioni più frequenti rappresentino le streghe accompagnate da un lugubre gatto nero erano invece i gatti pezzati e striati quelli che più “in voga” perché si credeva che il gatto nero fosse la reincarnazione di Satana.
Altrettanto ricercati dalle streghe erano i rospi.Questi piccoli animali erano efficientissimi all’ora di prevedere l’arrivo di un temporale e secondo l’abitudine del tempo, maghi e streghe li adornavano con capi di velluto e piccoli sonagli.
Ovviamente non poteva mancare il ragno, che per le sue piccole dimensioni poteva alloggiare comodamente nel cappuccio di una strega e sussurrarle all’orecchio istruzioni per lo più malvagie. La gente considerava che sognare con un ragno significava tradimento, e che ucciderli causava piogge improv
vise.
Il messaggero della Morte per eccellenza non poteva che essere il corvo che con la sua voce roca e il suo color pece. Si diceva che ogni volta che si sentiva gracchiare un corvo qualcuno lasciava la vita e vederne uno stormo in volo si considerava presagio di carestia; le streghe lo usavano come spia, approfittando delle sue ali e della sua acutissima vista, potevano ottenere informazioni ovunque si trovassero.
Infine anche se poco risaputo famiglio storico delle streghe era la lepre che veniva considerata come una reincarnazione delle stesse streghe dato che non solo era silenziosa,veloce e vigile ma in grado di ponersi in piedi sulle zampe posteriori adottando una posizione che ricordava quella umana. Era tanto il timore che generava quest’animale che nel linguaggio dei marinai la parola “lepre” era proibita. Curiosamente però, possedere una zampa di lepre, portava fortuna come simbolo di fertilità.




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